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| Monclassico (TN) - Piazza della Fontana, 2 - Cod. Fisc. e Part. I.V.A. 01840160228 | |||||||||||||||||||
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Willy Pontin
È nato a Noale, Venezia, nel 1945. Pittore incisore, ha iniziato l’attività espositiva nel 1968 e quella calcografica nel 1977, perfezionata al Centro Internazionale della Grafica di Venezia, prediligendo le tecniche dell’acquaforte, acquatinta. Ha partecipato a molte rassegne di pittura e grafica nazionali ed internazionali conseguendo vari riconoscimenti. "L’artista manifesta la propria “venezianità” non solo nel soggetto figurativo come nella “Basilica della Salute”, “la laguna”, “San Marco”, ma anche nella simbologia poetica che fa da cornice alle opere “Il volo della colomba”, “I fiori lagunari”, “Il tavolo rosso”; nel saper esprime attraverso l’elemento femminile, il valore mitologico, la personificazione del soggetto, il valore dei sentimenti, delle sensazioni, dei ricordi e degli affetti. I ruoli della donna cambiano, come il mutare delle circostanze. Una nudità casta, vista di profilo, sdraiata o accovacciata su sè stessa, con lo sguardo rivolto verso l’infinito, il luogo in cui non ci sono limiti e lo spazio si unisce all’azzurro del cielo, dove anche l’animo dell’artista ritrova se stesso. (Lidia Mazzetto)" |
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Willy Pontin - MERIDIANA 19 Guardando il muro sul quale avrei realizzato il mio lavoro, ho per un attimo socchiuso gli occhi, per ascoltare le mie emozioni e per trovare, proprio in queste, la capacità di realizzare un’opera dove la mia simbologia potesse ancora una volta essere la cornice dell’elemento figurativo del Castello di Croviana. Ho infatti subito pensato alla presenza di una castellana che raccogliesse l’essenza femminile, e poi l’unione realizzata dal volo di due colombe bianche, circondate da un ramo di fiori, mentre un pallido sole dominava dall’alto ed anche l’azzurro del cielo, chiaro e luminoso rispecchiava quei colori veneziani che porto dentro di me. Mi sono reso conto che la ruota del tempo, che dovevo inserire nel muro, era anche quella su cui stavano girando i sentimenti, facendomi avvertire che il paesaggio circostante, il castello con la sua storia, erano lì a scandire il tempo, a fare ricordare un passato, ma anche un continuo con il presente, con la realtà di quanti, che come me, potevano ammirarlo. Ho posto il sole come elemento di congiunzione fra la rappresentazione figurativa e le linee del tempo perchè potesse essere di augurio che ancora tanta luce illumini, richiamando lo sguardo dei passanti. |