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le meridiane
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Enrico Carnevale - MERIDIANA 2

Ho immaginata una famiglia di falegnami intenta a costruire il carro del Tempo, rappresentato dal vecchio con la barba, che tiene in una mano la clessidra e nell’altra un’ascia, perchè il “tagliare, recidere” è una delle attività del Tempo (alla quale allude anche l’uomo a sinistra sulla scala): Chronos era sempre rappresentato con in mano un falcetto, nell’atto di guidare un carro, le cui ruote simboleggiano l’incessante movimento, lo scorrere del tempo. Dietro i falegnami, i cavalli del Giorno (quello bianco) e della Notte (quello nero) attendono di essere attaccati al carro. Tutti i personaggi sono rappresentativi delle diverse età dell’uomo. Gli alberi simboleggiano le stagioni: l’autunno e l’inverno a sinistra, la primavera e l’estate e destra. Un altro richiamo al tempo è l’orologio che si intravvede sul campanile della chiesetta in fondo. Sono riuscito a far entrare l’acqua, visto che l’equilibrio della composizione esige un prolungamento del lato superiore del quadrante. Per lunga tradizione, tutti gli strumenti di misurazione del tempo, e così anche le meridiane, sono sempre stati collegati all’idea della finezza umana, della ineluttabilità della morte e dell’imperscrutabile intervento del destino che non si sa quando può colpire. Io ho pensato per una volta tanto di scostarmi dal lugubre, e nella persona che segna le ore sulla meridiana ho voluto rappresentare la Speranza, sdraiata sull’ancora che è il suo ben noto simbolo.
EDIZIONE 2003
n. 1 Livio Conta

n. 2 Enrico Carnevale
n. 3 Marco Sudati
n. 4 Giuseppe Alesiani
n. 5 Tino Rusconi